Quali inchiostri usare per le etichette degli imballaggi alimentari?

Per gli inchiostri etichette alimentari non esiste un prodotto valido per ogni caso. Infatti la scelta dipende da alimento, imballaggio, supporto, adesivo e condizioni d’uso. In pratica servono inchiostri dichiarati dal fornitore per quell’impiego, spesso a bassa migrazione, e una valutazione del sistema completo da parte di chi immette l’imballaggio sul mercato.

In sintesi

Nell’Unione Europea i materiali a contatto con gli alimenti seguono il Regolamento (CE) n. 1935/2004 e le buone pratiche di fabbricazione del Regolamento (CE) n. 2023/2006. Le sostanze non devono passare nel cibo in quantità dannose né alterarne gusto e odore. Un inchiostro a bassa migrazione nasce per ridurre questo rischio, ma deve comunque indurire del tutto. In bobina, inoltre, la stampa tocca il retro della spira successiva e può trasferire sostanze per set-off. Questa pagina è informativa e non sostituisce una consulenza legale o tecnica sul tuo imballaggio.

Linea a base acqua: scelta degli inchiostri etichette alimentari con i fornitori

Inchiostri etichette alimentari: cosa dicono le regole UE?

Secondo la pagina della Commissione Europea sui materiali a contatto con gli alimenti, il Regolamento (CE) n. 1935/2004 fissa i principi generali. In particolare i materiali non devono rilasciare costituenti in quantità dannose per la salute. Inoltre non devono modificare in modo inaccettabile composizione, gusto e odore del cibo.

Il Regolamento (CE) n. 2023/2006, invece, riguarda le buone pratiche di fabbricazione. Chiede processi controllati, sistemi di qualità documentati e materie prime scelte in vista della sicurezza del prodotto finale. Per le materie plastiche vale poi il Regolamento (UE) n. 10/2011, con limiti di migrazione e una dichiarazione di conformità lungo la filiera.

Di conseguenza la conformità riguarda l’imballaggio finito, non solo l’inchiostro. Chi lo immette sul mercato deve quindi raccogliere le dichiarazioni dei fornitori e, se serve, far eseguire prove di migrazione.

Inchiostri UV tradizionali e a bassa migrazione: che differenza c’è?

Un inchiostro UV tradizionale contiene monomeri e fotoiniziatori scelti soprattutto per resa e velocità. Un inchiostro a bassa migrazione, invece, usa componenti selezionati per ridurre il passaggio di sostanze verso l’alimento. Per esempio molte formulazioni impiegano molecole più grandi, che migrano meno.

Tuttavia la formula da sola non basta. Se la polimerizzazione resta incompleta, anche un inchiostro a bassa migrazione lascia residui non reagiti. Per questo lampade, velocità e carico di inchiostro vanno fissati e documentati durante la produzione degli inchiostri etichette alimentari.

Inchiostro UV tradizionaleadatto a molte etichette non alimentari · per gli imballaggi alimentari serve una valutazione specifica
Inchiostro UV a bassa migrazioneformulato per ridurre la migrazione · richiede comunque polimerizzazione completa e documentata
Formule a base acquacomportamento diverso secondo formula e supporto · chiedi sempre le dichiarazioni per l’uso alimentare
Laminazione o barrierapuò limitare il passaggio di sostanze · l’efficacia dipende dal film e va verificata
Confronto indicativo. Le prestazioni reali dipendono da formula, supporto e processo: verifica sempre le schede del fornitore.

Come evitare il set-off nelle bobine di etichette?

Il set-off è il trasferimento di sostanze dalla faccia stampata al retro della spira successiva. In una bobina di etichette, infatti, la stampa resta a contatto con il liner o con il retro del materiale per settimane. Così una sostanza può passare sul lato che poi tocca il prodotto o l’imballaggio interno.

  • Polimerizza a fondo e verifica con prove di strofinamento prima del riavvolgimento.
  • Mantieni una tensione di riavvolgimento costante e non eccessiva.
  • Lascia raffreddare la stampa prima di avvolgerla.
  • Conserva le bobine al riparo da calore e umidità.
  • Registra lotto di inchiostro, materiale e parametri di ogni tiratura.

Come si verificano migrazione e NIAS degli inchiostri etichette alimentari?

La migrazione si misura in laboratorio con simulanti alimentari, in condizioni di tempo e temperatura simili all’uso reale. Per le plastiche, per esempio, il Regolamento (UE) n. 10/2011 fissa un limite di migrazione globale di 60 mg/kg di alimento o 10 mg/dm² di superficie. Quindi le prove vanno eseguite sull’imballaggio finito, con l’etichetta applicata.

I NIAS sono sostanze non aggiunte intenzionalmente, cioè impurità, sottoprodotti di reazione o prodotti di degradazione. Per esempio possono nascere dai fotoiniziatori o dall’adesivo. Per questo la valutazione considera il sistema completo: inchiostro, supporto, adesivo, vernice e alimento. In pratica serve un laboratorio specializzato e la documentazione di tutti i fornitori.

Inchiostri etichette alimentari: cosa chiedere ai fornitori

  • La scheda di sicurezza aggiornata di ogni inchiostro e vernice.
  • Dichiarazioni del produttore sull’uso in imballaggi alimentari, con i limiti d’impiego.
  • Le condizioni di polimerizzazione su cui si basano le dichiarazioni.
  • Conformità di supporto, adesivo e laminato, con i relativi documenti.
  • Eventuali prove di migrazione già svolte e le loro condizioni.

Le linee Pragma per etichette sono disponibili con inchiostri UV o con inchiostri a base acqua. Tuttavia questa pagina non attribuisce a quegli inchiostri una conformità per usi alimentari specifici. Per ogni progetto, dunque, chiedi le schede di sicurezza e le dichiarazioni disponibili, poi valutale con il tuo consulente.

Il prossimo passo

Se produci etichette per il settore alimentare, conviene partire da una stampa di prova sul supporto reale. Nello showroom Master Tek di Calenzano, su richiesta, puoi provare file e materiali e raccogliere i campioni per il laboratorio. Per una panoramica delle linee leggi la pagina sulla stampa digitale di etichette in bobina.

Per una consulenza sulla produzione interna, invece, scrivi dalla pagina contatti. Infine porta con te le specifiche del tuo cliente sull’imballaggio: aiutano a impostare la prova.

Devi stampare etichette per alimenti? Portaci supporto, adesivo e file: prepariamo una stampa di prova da valutare con il tuo laboratorio.

Quali inchiostri posso usare per le etichette degli imballaggi alimentari?

Puoi usare inchiostri che il fornitore dichiara adatti a quell’impiego, spesso a bassa migrazione. Tuttavia la conformità riguarda l’imballaggio finito, non il solo inchiostro. Quindi servono le dichiarazioni di inchiostro, supporto e adesivo, più eventuali prove di migrazione. Chi immette l’imballaggio sul mercato raccoglie questa documentazione e ne risponde.

Che differenza c’è tra inchiostri UV tradizionali e a bassa migrazione?

Gli inchiostri UV tradizionali puntano su resa e velocità. Quelli a bassa migrazione, invece, usano componenti scelti per ridurre il passaggio di sostanze verso l’alimento. Tuttavia entrambi devono polimerizzare del tutto. Infatti un inchiostro a bassa migrazione poco indurito lascia comunque residui. Per questo i parametri di stampa vanno fissati e registrati.

Come si verifica la migrazione degli inchiostri UV?

La verifica si fa in laboratorio con simulanti alimentari, in condizioni di tempo e temperatura vicine all’uso reale. Per le plastiche il Regolamento (UE) n. 10/2011 fissa anche un limite di migrazione globale. In pratica conviene testare l’imballaggio finito con l’etichetta applicata. Così il risultato tiene conto di inchiostro, supporto e adesivo insieme.

Altre domande frequenti

Cos’è il set-off nelle bobine di etichette?

È il passaggio di sostanze dalla faccia stampata al retro della spira successiva durante lo stoccaggio. Così una sostanza può arrivare al lato che tocca il prodotto. Per ridurlo serve una polimerizzazione completa, una tensione di riavvolgimento corretta e uno stoccaggio al fresco. Inoltre conviene registrare i parametri di ogni tiratura.

Cosa sono i NIAS?

Sono sostanze non aggiunte intenzionalmente: impurità delle materie prime, sottoprodotti di reazione o prodotti di degradazione. Per esempio possono derivare dai fotoiniziatori degli inchiostri UV o dall’adesivo. Quindi la loro valutazione riguarda il sistema completo inchiostro, supporto, adesivo e vernice. Di solito serve un laboratorio con analisi di screening dedicate.

Gli inchiostri delle stampanti Pragma sono adatti agli alimenti?

Questa pagina non attribuisce agli inchiostri Pragma una conformità per usi alimentari specifici. Per ogni progetto, quindi, chiedi le schede di sicurezza e le dichiarazioni disponibili. Poi valutale con il tuo consulente insieme a supporto, adesivo e imballaggio. Una stampa di prova a Calenzano, inoltre, fornisce i campioni per le analisi.

Altre risposte: materiali e adesivi