Quanto costa stampare 1.000 etichette adesive a colori?
Il costo stampa etichette adesive a colori dipende da materiale, inchiostro, avviamento, finitura, manodopera e quota della macchina. Perciò 1.000 etichette piccole su carta costano molto meno di 1.000 etichette grandi su film con il bianco. Il modo corretto è sommare le voci in una formula e poi verificarle con una stampa di prova.
In sintesi
Il primo passo è capire quanti metri lineari di bobina servono per la tiratura. Poi si sommano materiale, inchiostro, energia, manodopera, finitura e manutenzione. Inoltre il costo fisso di avviamento pesa molto sulle tirature brevi. Il costo di un metro lineare si ottiene con le stesse voci riferite a un metro di bobina. Infine il prezzo di vendita nasce dal costo pieno più il margine.

Come si calcola il costo stampa delle etichette?
Prima di tutto, per il costo di stampa delle etichette, calcola quanta bobina consuma il lavoro. Il passo è l’altezza dell’etichetta più lo spazio fino alla successiva, in millimetri. Poi conta quante etichette stanno affiancate sulla larghezza, cioè le piste. A questo punto i metri lineari valgono N ÷ piste × passo ÷ 1000. Infine aggiungi i metri di avviamento e di scarto.
| Metri lineari | N etichette ÷ piste × passo in mm ÷ 1000, più avviamento e scarti |
|---|---|
| Materiale | metri lineari × larghezza bobina in m × prezzo al m² |
| Inchiostro | m² stampati × ml per m² × prezzo al ml, compreso il bianco |
| Finitura | film di laminazione al m² e tempo di fustellatura, se previsti |
| Manodopera | minuti di file, avviamento, produzione e controllo ÷ 60 × costo orario |
| Energia | kW assorbiti × ore di macchina × prezzo del kWh |
| Quota macchina | costo annuo di macchina e manutenzione ÷ metri lineari prodotti in un anno |
Il costo stampa di 1.000 etichette a colori
Supponi 1.000 etichette su una pista, con un passo di P mm. In questo caso servono 1.000 × P ÷ 1000 metri, cioè P metri, più l’avviamento. Poi moltiplica i metri per la larghezza della bobina e ottieni i metri quadrati di materiale. Allo stesso modo stima l’inchiostro sull’area stampata. In seguito aggiungi il tempo dell’operatore per file, carico e controllo.
Su tirature così brevi, quindi, il costo fisso pesa spesso più della stampa. Per questo nel digitale conviene ridurre i tempi di avviamento e di cambio lavoro. Una linea con fustellatura digitale, per esempio, non richiede una fustella fisica per ogni nuova sagoma. Così il costo stampa delle etichette in tiratura breve resta sotto controllo.
Quanto costa un metro lineare di etichette in digitale UV?
Un metro lineare di bobina corrisponde a un’area pari alla sua larghezza in metri. Per esempio una bobina larga L mm vale L ÷ 1000 metri quadrati per ogni metro. Quindi, nel costo di stampa delle etichette, il materiale vale quell’area per il prezzo al m². L’inchiostro, invece, dipende dall’area davvero stampata e dalla copertura.
Per stimare i millilitri usa la risoluzione e la copertura. I punti per m² valgono dpi orizzontali × dpi verticali × 1550 circa. Poi moltiplica per la copertura, da 0 a 1, e per i picolitri medi per goccia. Infine dividi per un miliardo e ottieni i ml. Comunque il dato reale si legge sui contatori della macchina dopo una prova.
Dal costo al prezzo di vendita
Il prezzo nasce dal costo pieno di stampa delle etichette, non dal solo inchiostro. Prima di tutto somma tutte le voci della tabella per il lavoro. Poi decidi il margine come percentuale sul prezzo. In pratica il prezzo vale costo pieno ÷ (1 − margine). Per esempio, con un margine ipotetico del 30 %, dividi il costo per 0,7. Per approfondire il metodo leggi la voce costo pieno su Wikipedia.
Inoltre conviene esporre a parte le voci fisse, come preparazione file, prove colore e avviamento. Così un ordine molto piccolo non diventa una perdita. Allo stesso tempo il cliente capisce perché il prezzo unitario scende al crescere della tiratura.
Errori comuni nel calcolo del costo stampa etichette
- Calcolare il costo di stampa delle etichette sull’area delle sagome e non sulla bobina intera.
- Dimenticare i metri di avviamento, di prova e di scarto.
- Contare l’inchiostro colore e non il bianco o la vernice.
- Ignorare il tempo per file, carico, controllo e imballo.
- Fissare il prezzo copiando il listino di un altro stampatore.
Il prossimo passo
Mandaci un file tipo, il formato e il materiale: facciamo una stampa di prova e misuriamo consumi e tempi. Poi puoi chiedere un preventivo sulla linea adatta ai tuoi volumi. Le configurazioni sono nella pagina della stampante per etichette digitale Pragma. Per stimare i mesi di rientro dell’investimento, invece, usa il calcolatore del ritorno sull’investimento.
Vuoi conoscere i consumi reali delle tue etichette? Mandaci un file tipo e il materiale per una prova.
Perché cambiano formato, materiale, copertura d’inchiostro e finiture. Inoltre su tirature brevi pesano molto file, avviamento e controllo. Un’etichetta grande su film trasparente con il bianco consuma più materiale e più inchiostro. Al contrario un’etichetta piccola su carta ne consuma meno. Per questo il costo di stampa delle etichette richiede una formula con i tuoi dati.
Dividi 1000 per il passo in millimetri, cioè l’altezza dell’etichetta più lo spazio tra due etichette. Poi moltiplica il risultato per il numero di piste affiancate. Per esempio, con due piste, le etichette per metro raddoppiano. Infine verifica che la larghezza totale delle piste stia nella larghezza di stampa della macchina.
Sì, perché aggiunge inchiostro e spesso uno strato pieno sotto la grafica. Su film trasparenti o metallizzati il bianco serve a rendere i colori coprenti. Tuttavia il consumo dipende dalla forma della grafica e dalla densità impostata. Per questo conviene misurarlo con una prova e inserirlo come voce separata.
Altre domande frequenti
Sì, se il lavoro la prevede. In quel caso aggiungi il film di laminazione per i metri quadrati della bobina e il tempo macchina. Tuttavia con inchiostri UV molte etichette resistono già a graffi e acqua senza laminazione. Quindi valuta caso per caso, in base all’uso finale dell’etichetta.
Parti dal costo pieno del lavoro e dividilo per la quantità. Poi applica il margine con la formula costo ÷ (1 − margine). Inoltre esponi a parte le voci fisse, come file, prove e avviamento. Così il prezzo unitario scende in modo trasparente al crescere della tiratura. Infine aggiorna i costi quando cambiano materiali o energia.
Ogni volta che cambia una voce importante, come prezzo dei materiali, dell’inchiostro o dell’energia. Inoltre rifai il calcolo quando introduci un nuovo supporto o una nuova finitura. In pratica un controllo periodico evita di lavorare in perdita sugli ordini piccoli. Per questo conviene tenere i dati in un foglio di calcolo aggiornato.
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