Come stampare etichette con oro, argento, vernici lucide e rilievi?
Le etichette oro argento si ottengono in tre modi: con un foil applicato a caldo o a freddo, con inchiostri metallizzati oppure stampando colori trasparenti su un supporto già metallizzato. Le vernici lucide, opache e in rilievo, invece, aggiungono contrasto e sensazione al tatto. La scelta dipende quindi da tiratura, budget, resistenza richiesta e macchine disponibili.
In sintesi
L’hot foil trasferisce una lamina metallica con calore e pressione, mentre il cold foil la fissa su un adesivo stampato. Gli inchiostri metallizzati contengono pigmenti che riflettono la luce, ma brillano meno di un foil. In stampa UV digitale un effetto oro senza foil nasce stampando giallo e arancio trasparenti su un film argentato. La vernice UV selettiva copre solo alcune zone e, con più strati, crea rilievi percepibili al tatto. Ogni soluzione va provata sul materiale reale prima della tiratura.

Etichette oro argento: hot foil, cold foil o inchiostri metallizzati?
L’hot foil usa un cliché metallico riscaldato che preme la lamina sul supporto. Di conseguenza dà un metallo molto brillante e anche un leggero rilievo. Tuttavia richiede un cliché per ogni soggetto, quindi pesa sulle tirature brevi.
Il cold foil, invece, stampa prima un adesivo nella forma voluta. Poi la lamina aderisce solo sull’adesivo e si può sovrastampare con i colori. Così ottieni tinte metalliche diverse con un solo foil argento. Gli inchiostri metallizzati, infine, sono più semplici da gestire, ma il loro riflesso resta più morbido.
| Hot foil | brillantezza alta e leggero rilievo · richiede cliché e calore |
|---|---|
| Cold foil | metallo sovrastampabile in più tinte · richiede adesivo e lamina dedicati |
| Inchiostro metallizzato | processo semplice · riflesso meno brillante del foil |
| Colori su film metallizzato | nessun foil e grafica variabile · il metallo copre l’intera etichetta |
| Vernice UV selettiva | lucido, opaco o rilievo su zone scelte · serve un livello dedicato nel file |
Si possono fare etichette oro argento in UV senza foil?
Sì, in molti casi. Il metodo più diffuso parte da un film argentato. Sopra il metallo la stampante deposita giallo e arancio trasparenti, quindi l’argento diventa oro. Dove il metallo non serve, invece, stampa un fondo bianco coprente e poi i colori normali.
Per questo serve una macchina con il canale del bianco. La Pragma AJ-330E UV, per esempio, stampa in CMYK oppure in CMYK con bianco e lavora anche su film metallizzati. In pratica il file deve contenere un livello del bianco che lascia scoperte le zone metalliche.
Tuttavia l’effetto è legato al supporto: ogni etichetta oro argento nasce su un rotolo metallizzato. Per un oro localizzato su carta, quindi, restano più adatti foil o finiture dedicate.
Vernice UV selettiva, effetti tattili e rilievi
La vernice selettiva copre solo alcune parti della grafica, come un logo o un titolo. Di conseguenza crea contrasto tra zone lucide e zone opache. Con più passaggi sovrapposti, poi, la vernice cresce di spessore e diventa un rilievo che si sente al tatto.
Nel file la vernice va su un livello separato, in tinta piatta e in sovrastampa. Inoltre il disegno del rilievo deve avere tratti non troppo sottili, perché lo spessore arrotonda i bordi. Per texture e trame, infine, conviene provare diverse densità su un campione.
Nelle stampanti Pragma UV DTF, la A-600 Pro cristallo usa bianco e vernice per finiture lucide, opache o in rilievo. La A-600E Pro oro, invece, abbina la stampa UV a un’unità di doratura a caldo. Queste macchine producono etichette cristallo da applicare a mano su oggetti e confezioni.
Etichette oro argento: errori comuni
- Simulare un oro in solo CMYK e aspettarsi un riflesso metallico.
- Dimenticare il livello del bianco sulle zone non metalliche del film argentato.
- Disegnare rilievi con linee troppo sottili per lo spessore della vernice.
- Mettere la vernice in quadricromia invece che in tinta piatta separata.
- Scegliere una finitura senza provare l’adesivo e il materiale reali.
- Valutare i campioni solo a video e non sotto luce diretta.
Il prossimo passo
Il modo più semplice per scegliere la finitura è vedere i campioni sul tuo materiale. Nello showroom Master Tek di Calenzano, su richiesta, puoi stampare i tuoi file su film metallizzati e confrontare le soluzioni con bianco e vernice. Per una panoramica completa leggi la pagina sulla stampa digitale di etichette in bobina.
Se ti interessano le etichette cristallo con effetto dorato, guarda anche le stampanti UV DTF. Per un preventivo, infine, indica formato, quantità e tipo di finitura.
Vuoi vedere un effetto oro o una vernice in rilievo sul tuo materiale? Portaci il file: prepariamo una stampa di prova.
Ci sono tre strade principali. Puoi applicare un foil a caldo o a freddo, usare inchiostri metallizzati oppure stampare colori trasparenti su un film già argentato. Il foil dà il riflesso più brillante, mentre il film metallizzato non richiede cliché. La scelta dipende quindi da tiratura, budget e resa desiderata.
L’hot foil usa un cliché riscaldato che preme la lamina sul supporto, con buona brillantezza e un leggero rilievo. Il cold foil, invece, fissa la lamina su un adesivo stampato e permette di sovrastampare i colori. Quindi con un solo foil argento ottieni più tinte metalliche. Entrambi richiedono attrezzature dedicate.
Sì, stampando giallo e arancio trasparenti su un film argentato. Dove il metallo non serve, la stampante deposita prima un bianco coprente e poi i colori. Per questo serve una macchina con il canale del bianco. Tuttavia il metallo copre tutto il rotolo, quindi il metodo non sostituisce un oro localizzato su carta.
Altre domande frequenti
Nel file prepari un livello separato in tinta piatta, impostato in sovrastampa, con le sole zone da verniciare. Poi il RIP lo associa al canale della vernice. Così ottieni contrasti tra parti lucide e opache. Se aumenti gli strati, inoltre, la vernice cresce di spessore e diventa un rilievo percepibile al tatto.
Gli effetti tattili nascono da più strati di vernice sovrapposti sulle zone scelte. Per esempio puoi creare trame, puntinati o loghi in rilievo. Tuttavia i tratti troppo sottili si arrotondano con lo spessore. Quindi conviene provare diverse densità su un campione e valutare il risultato al tatto e sotto luce radente.
Solo in parte. Gli inchiostri metallizzati contengono pigmenti che riflettono la luce, ma il loro effetto resta più morbido di una lamina. In compenso il processo è più semplice e non richiede cliché. Per un’etichetta premium con riflesso a specchio, invece, il foil o un film metallizzato restano di solito più efficaci.
